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Cambiamenti climatici, siamo impreparati di fronte alla sfida più grande

Cambiamenti climatici, siamo impreparati di fronte alla sfida più grande

Il mio intervento in Consiglio Regionale, a proposito di cambiamento climatico: 

I cambiamenti climatici, come è già stato detto, devono essere la priorità al centro del distinto dibattito nei prossimi anni. Possiamo avere i migliori trasporti, risolvere tutti i problemi della sanità e tutti i problemi della nostra regione, ma se non avremo acqua o cibo dall’agricoltura a causa dei cambiamenti climatici, comunque queste criticità arriveranno a toccare la vita di tutti noi. Credo che il nostro scopo qui dentro sia fare qualcosa per i cittadini, magari anche per le generazioni future. Vorrei lasciare a mia figlia un pianeta che sia vivibile e partiamo anche dalla Lombardia, visto che siamo motore dell’Italia. 

Serve sicuramente l’aspetto simbolico, quindi. Serve parlarne, servono queste mozioni, ma bisogna essere consapevoli che servono in parte a strizzare l’occhio a movimenti di giovani che vogliono qualcosa per il loro futuro, che vogliono avere un futuro, ma serve anche fare dei fatti e non solamente atti simbolici. Per questo abbiamo proposto degli emendamenti all’interno dei quali abbiamo parlato di “migranti climatici“. Saranno questi flussi di milioni di persone ciò che dovremo affrontare nei prossimi anni e sarà occupandoci delle questioni alla radice – problemi di cambiamenti climatici e di mancanza di cibo e acqua nei territori da cui provengono queste persone – che potremo mitigare il problema. Altrimenti possiamo fare tutti i muri che volete e tutti i blocchi navali che volete, ma quando arrivano milioni di persone non possiamo fermarle in nessun modo. Forse dobbiamo iniziare, quindi, a interessarcene oggi. Siamo già in ritardo, già oggi si dice che arriveremo ad avere un aumento non di un grado, sotto un grado o un grado e mezzo… ad oggi si dice che non stiamo facendo abbastanza, a parte le chiacchiere e le varie Cop internazionali, e che arriveremo a 3, 4 gradi di aumento di temperatura, con quelle situazioni che venivano descritte. Avremo una desertificazione e la Pianura Padana sarà una delle zone più sensibili, quindi ci sarà carenza d’acqua dove siamo abituati ad averne in abbondanza. Negli ultimi anni stiamo iniziando ad avere questi problemi, ma saranno molto più gravi. 

Non è questione di dire “Siamo tutti catastrofisti”, bisogna occuparsi del problema e non fare finta che non ci sia. Se quando Mariani (consigliere regionale gruppo Lega ndr) era giovane potevamo dire “Tra cinquant’anni avremo il problema”, adesso diciamo “tra dieci anni”, “tra vent’anni” e se non lo affrontiamo oggi, non la troviamo la soluzione, ci arriviamo impreparati

Abbiamo delle soluzioni che non troviamo neanche sulla carta. Ricordo la mozione sul biogas e sul biometano. Non facciamo pianificazione, prodotti da rifiuti… questi producono degli scarti che non sappiamo gestire, mentre i nostri terreni hanno carenza di carbonio e dovremmo trattare i rifiuti umidi in altro modo. Non stiamo mettendo in campo quelle azioni che sono veramente per un’emergenza, perché non siamo più nella situazione di dover affrontare un problema che arriverà. Le soluzioni non possono essere quei piccoli passi che stanno facendo Regione Lombardia o il Paese Italia, ma dobbiamo prendere delle soluzioni drastiche che impattino su tutte le decisioni che stiamo prendendo in tutti i campi. Altrimenti arriveremo impreparati e prenderemo una sberla in faccia. 

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