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Confermati i nostri timori: il Seveso è una fogna

Confermati i nostri timori: il Seveso è una fogna

I nostri timori sono stati confermati: il fiume Seveso è una fogna.

All’indomani delle esondazioni di un anno fa, su disposizione della Procura le polizie provinciali di Milano, Monza e Como, assieme agli uomini della Guardia Forestale hanno ripercorso metro per metro l’alveo del Seveso, attraverso ricognizioni a piedi, navigazioni su piccole barche e con l’ausilio di rilevatori GPS e distanziometri digitali sono arrivati alla stesura di un dossier che mette i brividi.

Fiume SevesoIl lavoro degli uomini della Forestale e della Polizia, corredato da un inquietante book fotografico, conferma quelli che già un anno fa erano i timori del Movimento 5 Stelle su quale che fosse la causa delle alluvioni. Le risposte oggi sono nero su bianco: eccessiva edificazione, cattiva manutenzione dell’alveo, incuria, crolli di sponde, restringimenti causati da ostacoli artificiali e cementificazione abusiva: sono 37 le opere abusive fra edifici isolati, capannoni ed interi quartieri edificati all’interno della fascia di rispetto del torrente. In pratica l’esatta conferma di quanto temevamo fin dalle prime ore tutti noi rappresentanti delle istituzioni e comitati del territorio. Si tratta di un paradosso da spezzare al più presto. Da una parte il fiume esonda perché i terreni atti ad assorbire le acque vengono continuamente sacrificati sull’altare della cementificazioni e dell’abusivismo edilizio, dall’altra si cerca di risolvere il problema con altro cemento. Come dimostrano i casi delle vasche di laminazione a Senago o peggio quelle che sottraggono terreno verde all’interno del Parco Nord, volute da  Aipo – Agenzia Interregionale per il fiume Po – incaricata del progetto da Regione Lombardia.

Non finisce qui. L’aspetto maggiormente inquietante dell’inchiesta riguarda gli scarichi abusivi, quantificati, fotografati e schedati per l’esorbitante cifra di oltre 400 lungo i sei chilometri del tratto che va da Monza a Milano.  Se non ci fosse da piangere, farebbe sorridere, a chi conosce la zona pare impossibile che gli scarichi vengano scoperti solo ora, quando basterebbe un’occhiata al fiume, già marrone quando entra a Senago.

L'esondazione del fiume Seveso

L’esondazione del fiume Seveso

Alla luce di quanto denunciato dal dossier della Procura, come intendiamo agire per impedire che l’imminente stagione delle piogge causi nuovi disastri all’interno dei territori? Noi siamo contrari al paradosso delle vasche di laminazione,  al contrario vorremo  un piano a lungo termine. Basterebbe innanzitutto rispettare le leggi già in vigore in materia di edilizia, mentre sarebbe necessario agire immediatamente sulle costruzioni abusive. Occorrerebbe rispettare il principio di invarianza idraulica per quanto riguarda i comuni lungo il fiume, cioè lasciare che l’acqua sia assorbita dai terreni impedendo nuove colate di cemento. Poi servirebbe una maggior tutela e pulizia dell’alveo e ovviamente la chiusura di tutti gli scarichi abusivi.

Le politiche ambientali al riguardo della tutela del Seveso  erano già state messe a bilancio a suo tempo, dalla giunta Moratti. Furono stanziati incentivi per un Piano di Governance delle Acque del territorio di Milano e Provincia. Quando però fu il momento di dar forma e sostanza, alle osservazioni formulate dal gruppo di lavoro, la nuova giunta Pisapia preferì riporre i documenti in un cassetto, per procedere alla stesura di un nuovo piano. Ben venga quindi il dossier realizzato in questi giorni, ma a Milano si vota in primavera, non vorremmo che anche questo documento finisca in chissà quale cassetto della nuova amministrazione. Non c’è più il tempo per ricominciare ancora una volta tutto da capo, finanziando con il denaro dei cittadini, gli stessi che guardano il cielo sperando che non piova, progetti inadatti a risolvere la soluzione una volta per tutte.

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