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Consumo di suolo, una vera e propria emergenza

Consumo di suolo, una vera e propria emergenza

Questa mattina, presso la sala stampa della Camera, siamo tornati a parlare di consumo di suolo.

Quanto accaduto, e continua ad accadere al riguardo della proposta di legge che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto porre rimedio ad una situazione decisamente grave, ha del paradossale. Una legge che regolamenti il consumo di suolo è una necessità, in un Paese in cui le ricadute della cementificazione selvaggia sono ormai sotto gli occhi di tutti, eppure dopo un iter lunghissimo, quella che si appresta ad arrivare in Aula non è certo la legge di cui il territorio avrebbe bisogno.

dsc_0732Sono intervenuto per il Movimento Cinque Stelle, in quanto primo firmatario della proposta di legge originaria, poi confluita all’interno del testo unico, testo svuotato totalmente di significato dagli emendamenti votati dalla maggioranza. Ricapitolando. Al fine di far fronte a quella che può definirsi una vera e propria emergenza: ogni secondo che passa perdiamo 7 metri quadrati di territorio, 55 ettari al giorno che cedono irreversibilmente il passo al cemento, viene presentato, di comune accordo fra i principali partiti, un disegno di legge per regolamentare e limitare il consumo di suolo. A parole tutti entusiasti poi, inspiegabilmente, il disegno si arena per due anni in commissione Ambiente. Passano otto mesi prima che la stessa Commissione riceva i pareri del governo. Circa duemila emendamenti da votare in due giorni. Al termine di questa maratona ne esce un testo stravolto, ai limiti della costituzionalità, come denunciato dal costituzionalista Paolo Maddalena sulle colonne del Fatto.it.

Quello che arriverà in Aula, non è il testo che avevo presentato. Le modifiche della maggioranza ne hanno stravolto il senso, al punto che l’attuale potrebbe tranquillamente definirsi un testo a favore del consumo di suolo. Illogica la definizione di “Area urbanizzata” che considera area edificata anche i parchi urbani e i lotti e gli spazi inedificati interclusi. Contraddittorio e pericoloso anche il concetto di “compensazione ambientale” per il quale è consentito il consumo di suolo agricolo, se, nello stesso tempo, si deimpermeabilizza il suolo già impermeabilizzato, un passaggio che scientificamente richiede centinaia di anni. Per non parlare dell’incomprensibile invenzione dei compendi agricoli neorurali, che di fatto semplifica la possibilità di trasformare in edificabili i terreni agricoli.

Inutile sottolineare come questo testo abbia poco o nulla a che spartire con quello da me proposto. In Aula, come Movimento Cinque Stelle, non mancheremo di portare avanti la nostra battaglia e sapremo essere portavoce delle istanze che continuamente arrivano da territorio ed associazioni ambientaliste. Se il nostro e il loro parere, sarà deliberatamente ignorato, non voteremo il testo.

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