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Cop 22, Hollande e Ban Ki Moon allontanano il rischio di una fuga U.S.A.

Cop 22, Hollande e Ban Ki Moon allontanano il rischio di una fuga U.S.A.

Marrakech 15/11/2016. La Conferenza Mondiale sul Clima Cop 22 ha aperto oggi, di fronte ai delegati di 197 Paese, la sessione plenaria sui cambiamenti climatici. Pur non presente in nessun programma ufficiale, l’argomento del giorno è l’imprevisto legato all’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’equivoco è evidente. Uno dei Paesi al Mondo maggiormente responsabile dell’emissione di gas serra, che l’anno scorso aveva promosso e sottoscritto l’accordo, ora è guidato da un Presidente le cui dichiarazioni hanno sempre negato l’esistenza, scientificamente provata, del rapporto fra le emissioni di idrocarburi e il riscaldamento globale.

15055886_674728622700416_261716329551365544_nNella giornata di ieri, a commentare la questione erano arrivate le parole di Jonathan Pershing (US Special Envoy for Climate Change) il quale aveva sì ricordato come esistano vincoli attraverso i quali sia possibile sottrarsi ad accordi sottoscritti, aggiungendo anche come la nuova amministrazione dovrà, prima di decidere come approcciare la questione, operare un’analisi approfondita sulla base degli impegni presi e soprattutto del rapporto costi benefici di un eventuale passo indietro. Oggi sono arrivate le dichiarazione del Presidente francese François  Hollande, il quale ha invitato Trump al rispetto degli accordi sottoscritti a Parigi dagli Stati Uniti, ricordando come gli stessi siano ormai irreversibili. La sensazione è che per gli Stati Uniti sottrarsi comporterebbe un danno troppo grande. Saranno le stesse imprese statunitensi, le quali hanno già intrapreso il percorso virtuoso di cambiamento verso modelli sostenibili, a far desistere il nuovo Presidente dal tentativo di passo indietro.

Sulla stessa linea di Hollande, sono seguite le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon: “La lotta ai cambiamenti climatici è un processo “inarrestabile” e il presidente-eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, dovrebbe ripensare la sua promessa di abbandonare l’accordo globale sul clima”. Ban Ki-Moon ha poi aggiunto come il primo passo per poter raggiungere gli obiettivi fissati a Parigi, sia la necessità di sospendere ogni tipo di incentivo all’uso di fonti fossili. Un punto sul quale il Movimento Cinque Stelle insiste da sempre. In proposito abbiamo presentato un Piano Energetico Nazionale attraverso il quale transare in maniera graduale dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Un Piano con cui rispondere alle esigenze energetiche del Paese, proiettandolo, come per altro già fanno altri Stati in Europa e nel Mondo, verso un futuro sostenibile. Purtroppo le nostre proposte non sono nemmeno state prese in considerazione dal governo.

In chiusura sono arrivate anche le parole del Re del Marocco Moḥammed VI, il quale ha ricordato come il suo Paese punti a raggiungere il 50% del fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili, entro il 2030. Uno scenario di buon auspicio per ciò che concerne l’impegno delle Nazioni africane. Nazioni per le quali, come ricordato dallo stesso sovrano sarà necessario realizzare anche importante opere di adattamento, piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla mitigazione.

 

 

 

 

 

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