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#CoRAGGIo #BallePD #Atac

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Il metodo con cui il PD sta cercando, con la compiacenza di una certa informazione, di far passare messaggi in grado di stravolgere la realtà è ai limiti del paradossale.

Durante il confronto televisivo, andato in onda ieri pomeriggio durante la trasmissione televisiva “1/2 Ora”, il candidato sindaco di Roma del Partito Democratico ha avuto la faccia tosta di sostenere nell’ordine:
1. Che Virginia Raggi sfuggiva al confronto, queste le parole con cui la conduttrice ha introdotto il dibatto. FALSO come ha prontamente fatto notare Virginia numeri alla mano.
CkwRsxRXAAANKCd2. Spostare il focus del dibattito sulla questione Olimpiadi. Tematica quantomeno pretestuosa, dato che riguarda un evento in programma nel 2024, sul quale si dovrà prendere una decisione in merito ad un eventuale candidatura solamente ad ottobre. Non solo, a decidere sull’assegnazione sarà il Comitato Olimpico. Ad oggi basterebbe che un membro del CIO decidesse coraggiosamente di viaggiare con la metropolitana da Cinecittà a Tiburtina, oppure tentare di arrivare dalle Capannelle a Termini con il trasporto pubblico dopo un concerto, per chiudere la questione e vedere le Olimpiadi assegnate ad un’altra città. I problemi da affrontare nell’immediato sono altri. Se poi il Pd preferisce parlare di Olimpiadi, perché non in grado, come dimostrato in vent’anni d’amministrazione di fronteggiare l’immediato, ne prendiamo atto, ma lo si dica chiaramente.
3. Il candidato del PD ha avuto l’ardire di proporsi come il nuovo, come il cambiamento. Crede davvero che tutti si siano dimenticati di Mafia Capitale? Loro propongono la stessa ricetta con un nuovo cuoco il quale, fino a prova contraria, può anche essere il miglior chef del mondo, ma a Roma serve un cambiamento ben più radicale di una minestra riscaldata.
4. Far passare il messaggio di pretestuose alleanze, quando il M5S è l’unico partito in Italia a presentarsi da solo, con il suo simbolo, mentre il PD nasconde per la vergogna i propri colori ed in tutta Italia si trincea dietro liste civiche civetta, all’interno delle quali raccattano tutto ciò che è possibile raccattare, raschiando il fondo del barile, è quanto meno vile. Perché la conduttrice, professionalmente attenta alle dichiarazioni del leader della Lega Salvini, non ha mostrato altrettanta professionale intransigenza nel porre la questione a Giachetti. Per non parlare di quelli che sono i loro apparentamenti, certificati dai voti di fiducia, con Verdini. A quanto pare ormai è ordinaria amministrazione e neppure una giornalista come Lucia Annunziata, la stessa capace di sferzare Berlusconi al punto da fargli abbandonare lo studio, pare importargliene più.
5. La vera bomba il candidato del PD  l’ha sparata nel finale quando, in pieno stile renziano, ha contraddetto sé stesso, sostenendo di non aver mai aperto alla possibilità di privatizzare Atac. Sul sito dello stesso cadidato DEM è possibile trovare l’intervista ( potete leggerla qui di fianco)  pubblicata dal “Messaggero“. Il passaggio chiave è il seguente: <<Giornalista: “I trasporti pubblici sono uno dei problemi di Roma: ha pregiudiziali contro i privati?”. Giachetti: “No, certo, va garantito il servizio e tutelati i livelli occupazionali, dopodiché si può trovare la soluzione migliore”.
Virginia è stata fenomenale nel ribattere colpo su colpo, senza mai perdere la pazienza di fronte al fuoco incrociato di conduttrice e sfidante. Questo è il modo in cui siamo chiamati a reagire tutti noi durante la settimana che precede il ballottaggio. Non dobbiamo perdere la pazienza, non dobbiamo cedere alle provocazioni, ma dobbiamo ribattere colpo su colpo, condividere le informazioni, spiegare con calma a nonni, zii, amici, parenti, indecisi la concretezza e la solidità delle nostre proposte. Non abbiamo la loro propaganda, non abbiamo la loro informazione compiacente, ma possiamo contare sulla forza dei nostri argomenti, sulle loro continue contraddizioni e sul loro recentissimo e infausto passato prossimo. Serve uno sforzo immenso per arrivare dove la maggior parte di espertoni riteneva (e ritiene) che non saremo mai stati in grado di arrivare. Il momento è questo, serve l’ultimo immenso sforzo: #CAMBIAMOTUTTO.

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