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Duemila euro, ed il governo vende le Tremiti

Duemila euro, ed il governo vende le Tremiti

Duemila euro l’anno. E’ questa la cifra per cui il governo Renzi ha svenduto il patrimonio naturale delle isole Tremiti, regalandolo di fatto alle lobby.

Il decreto ministeriale n° 176, approvato lo scorso 22 dicembre, conferisce infatti alla società Petroceltic Italia Srl il permesso di effettuare ricerche petrolifere di fronte alle isole Tremiti. In cambio lo Stato riceverà una cifra di 1.929,292 euro l’anno. Insomma prima il governo approva le trivellazioni poi le vieta dal giorno dopo, fatte salve ovviamente le concessioni già concesse in precedenza. Comportamento illogico e assurdo.
federalberghi-contro-le-trivellazioni-al-largo-delle-isole-tremiti-salviamo-la-bellezza-e-non-gettiamo-le-perle-ai-porci--1452526759-mediaE’ questo il modo in cui il governo tutela il territorio? E’ questo il modo in cui il premier valorizza l’eccellenza italiana? E’ così che il ministero dell’Economia ha in mente di risanare il debito pubblico? Domande alle quali vi è una sola risposta. Gli interessi delle lobby petrolifere per questo governo fossile contano di più della tutela del territorio, del mettere a rischio l’incolumità e la salute dei cittadini, di salvaguardare patrimoni naturali che il mondo invidia al nostro Paese. Sarebbe bello se, dal momento che il territorio e le sue bellezze non appartengono al governo ma al popolo italiano, i cittadini potessero esprimersi al riguardo di questo tipo di scelte. La battaglia per i referendum è appena iniziata e non si sa come andrà a finire. Al momento di certo c’è solo la strategia del presidente del Consiglio, il quale punta a depotenziare il referendum facendone saltare i questi.
Lo scandalo, purtroppo, non si ferma soltanto alle isole Tremiti. Altre concessioni sono in corso d’autorizzazione anche davanti all’isola di Pantelleria e nel golfo di Taranto, per estensione di 4.025 chilometri quadrati, a favore della Schlumberger Italiana. Sempre a Pantelleria è stato sospeso un permesso all’Audax Energy, non revocato, in attesa di un idoneo impianto di perforazione. In tutto in Italia sono stati concessi permessi di ricerca per idrocarburi pe run totale di 36.462 chilometri quadrati, un territorio pari alla somma delle superfici di Lombardia e Campania messi assieme. Novanta autorizzazioni riguardano la terraferma, per una superficie di 27.662,97 chilometri quadrati; mentre le autorizzazione per i fondali marini sono 24, per 8.800 chilometri quadrati. Per la ricerca di idrocarburi verranno utilizzate tecniche devastanti per l’ambiente marino come l’air gun, poccole esplosioni continue che di fatto potrebbero seriamente danneggiare la fauna marina, con buona pace del turismo e di chi grazie, e nel rispetto, del mare vive come i pescatori.
A sottolineare l’assurdità delle scelte del governo nell’ambito di politiche energetiche, è arrivato il commento di Antonio Fentini, sindaco delle Isole Tremiti, che in poche parole sintetizza l’insensatezza dell’intera vicenda, commentando amaro: “Di fronte a questa somma, cosa si può dire? Se serve a risanare il bilancio dello Stato, ben venga“.

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