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Fatta la legge, trovato l’inganno: riecco il finanziamento pubblico ai partiti.

Fatta la legge, trovato l’inganno: riecco il finanziamento pubblico ai partiti.

Volete sapere qual è la prima proposta di legge votata dalla Camera dei deputati, al termine di un’estate contrassegnata da emergenze come quella migratoria? Bene, la prima Pdl votata è quella firmato dal deputato Boccadutri (PD, ma mai come in questo caso una sigla vale l’altra), nei fatti una sanatoria che permette ai partiti di mettere ancora una volta mano ai soldi dei cittadini.

Ciò che nei fatti è stato votato oggi in parlamento, altro non è che una violazione della legge. La nuova norma in vigore prevede infatti che i partiti possano aver accesso ai finanziamenti pubblici, solamente dopo che la “Commissione di controllo dei rendiconti dei partiti politici” abbia verificato i rendiconti. Una verifica che, per il biennio 2013-2014, la “Commissione” non è riuscita ad effettuare. Ciò significa che a norma di legge ad  oggi i partiti non avrebbero diritto ai finanziamenti.

Come fare? Si saranno chiesti i tesorieri dei vari PD e PDL, arrivati nel panico ai primi di luglio. La risposta arriva ancora una volta dalla più odiosa tradizione del: “fatta la legge trovato l’inganno”. Come si trattasse di quelle odiose macchiette con cui si è soliti dipingere il malcostume italiano, la Camera dei Deputati (eccezion fatta per il Movimento Cinque Stelle) ha approvato in fretta e furia una sanatoria, che in sostanza proroga di altri due anni l’applicazione della nuova norma sui controlli dei rendiconti dei partiti, permettendo così ai tesorieri di aver accesso ai fondi per il biennio 2013-2014.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto a gran voce il motivo di tanta fretta, il motivo per cui ancora una volta, nel luogo in cui dovrebbero venir portati avanti gli interessi di un intero popolo (che nel referendum del 1993 si era espresso in maniera chiara contro il finanziamento pubblico ai partiti 1993), i rappresentati del popolo abbiano deliberatamente ignorato la volontà di coloro i quali sono chiamati a rappresentare. Abbiamo chiesto a gran voce una proroga per permettere alla Commissione di svolgere il proprio lavoro. Niente.

La risposta del governo è arrivata alle 18.53 del 9 settembre, quando la camera ha approvato con larga maggioranza la proposta Boccadutri.

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