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Fermiamo le trivellazioni, anche tu puoi fare la tua parte

Fermiamo le trivellazioni, anche tu puoi fare la tua parte

Sul tema trivellazioni il governo procede a passo spedito. Nonostante i permessi per le autorizzazioni siano ancora al vNo Trivelleaglio del ministero dello Sviluppo Economico, le prime trivelle hanno già cominciato ad invadere, dalle Marche alla Puglia, le coste del mare Adriatico. L’esecutivo che sempre più sta caratterizzando il proprio mandato con l’arroganza di chi vuole tirare dritto ad ogni costo (fa niente se per farlo si debba passare dai patti con Berlusconi o dalle segrete alleanze con Verdini), in nome dello “Sblocca Italia” non ammette ragioni.  In questo caso però, Matteo Renzi e compagni(a), potrebbero aver fatto i conti senza l’oste.

L’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241 al comma 11 recita  infatti: “Ove sussistano gravi motivi attinenti al pregiudizio di situazioni di particolare valore ambientale o archeologico monumentale, il permesso di ricerca può essere revocato, anche su istanza di pubbliche amministrazioni o di associazioni di cittadini”.

Anche voi potere fare la vostra parte. Come?

  1. Ove sussistano gravi motivi attinenti al pregiudizio di situazioni di particolare valore ambientale o archeologico monumentale”, uno o più enti hanno la possibilità di fare istanza al Ministero dello Sviluppo Economico, ponendone all’attenzione gli eventuali motivi per i quali viene chiesta la revisione del permesso.
  2. Una volta interrogato il MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) è obbligato, in termini legali, a fornire una risposta atta a giustificare la scelta di concedere comunque il permesso di trivellazione.
  3. In caso di mancata risposta è possibile procedere attraverso un ricorso al TAR. Questo ricorso non può entrare nel merito ma obbliga solamente il MISE a rispondere.
  4. Qualora il ministero, una volta obbligato dal TAR, risponda con un atto di diniego alla richiesta di revoca delle concessioni, è possibile presentare un secondo ricorso al TAR. Questa volta il MISE sarà costretto a cercare una motivazione più solida o, cambiare posizione, appunto, revocando il permesso in considerazione dei gravi valori ambientali o connessi ai beni culturali emersi.

Se siete pronti ad andare fino in fondo, anche voi in prima persona potete giocare un ruolo determinante per impedire un piano sciagurato, atto a trasformare le coste del nostro mare Adriatico ad un gruviera servito su di un piatto d’argento ad uso e consumo delle compagnie petrolifere e a mettere a repentaglio i nostri territori,  attraverso la concessione di permessi elargiti senza i doverosi processi valutativi sia in termini di rischio idrogeologico, che di impatto ambientale.

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