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Gestione rifiuti, una necessaria precisazione

Gestione rifiuti, una necessaria precisazione

A volte la martellante propaganda di PD1, PD2, PD3 reti unite in un patto d’acciaio con le televisioni di proprietà di Silvio Berlusconi – a proposito in cinque anni di governo di sinistra è stato fatto qualcosa contro il conflitto d’interesse? – allo scopo di massacrare Virginia Raggi e la città di Roma, ci costringe a mostrare anche immagini di altre città in cui i rifiuti finiscono per accumularsi al di fuori dei cassonetti. Sì perché aldilà di quanto vi mostrano i servizi in stile istituto Luce, che stanno andando in onda in questi giorni, in rifiuti non sono solo a Roma, ma anche a Milano, Napoli, Firenze e via dicendo.

Voglio però a precisare un aspetto. Quando ci, e mi, capita di mostrare questo tipo di immagini, la critica non è mai rivolta agli operatori ecologici che si fanno il mazzo ogni mattina per strada, a qualunque ora del giorno e della notte, lavorando spesso in condizioni di precarietà, per tenere in ordine le nostre città, bensì a chi amministra. Le nostre osservazioni sono sempre rivolte a chi dirige la baracca e non si chi si sbatte da precario, per garantire un servizio preteso spesso superiore ai mezzi a disposizione.

Quante sono le assunzioni fatte da Amsa negli ultimi tre anni? Quanti sono gli operatori ecologici che si muovono nel precariato? Perché il tanto sbandierato “Expo 2015” non ha avuto alcuna ripercussione in termine di stabilizzazione occupazionale, per quanto riguarda i lavoratori di Amsa. Inoltre, spesso, quando vengono fuori questo tipo di segnalazioni il Comune finisce, incredibilmente, proprio per alzare la voce, per puntare il dito proprio contro chi pulisce le nostre strade. Questo oltre ad essere ingiusto, è anche scorretto.

Quando il Movimento Cinque Stelle entrerà in Regione Lombardia, quando entrerò in Regione Lombardia, non mollare un passo e approfondire questi temi sarà una mia priorità. Perché la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute dei cittadini lombardi, non possono prescindere da una corretta gestione del rifiuto. E una corretta gestione del rifiuto non può a sua volta prescindere da una stabilizzazione dei diritti dei lavoratori del settore.

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