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Guidi, Boschi, De Vincenti e Renzi: sono tutti coinvolti, il governo si dimetta

Guidi, Boschi, De Vincenti e Renzi: sono tutti coinvolti, il governo si dimetta

Ecco un estratto della mia intervista a Fanpage, in cui racconto un inedito retroscena relativo alla notte in cui saltò l’emendamento Tempa Rossa, a cui si riferisce il dimissionario ministro Guidi nell’intercettazione diffusa ieri dalla Procura.

12932772_569835036523109_177332275233511217_nNell’accesa polemica relativa al cosiddetto “referendum delle trivelle” entra a gamba tesa il casus belli che coinvolge il dimissionario ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Stando alle intercettazioni diffuse dalla Procura e che hanno portato a sei arresti, al blocco della produzione dell’Eni in Val D’Agri, e all’iscrizione nel registro degli indagati del fidanzato del ministro Guidi, l’imprenditore Gianluca Gemelli, sembrerebbe esistere un pesante conflitto d’interessi a carico della titolare del dicastero dello Sviluppo Economico, la quale avrebbe agevolato il compagno inserendo un emendamento in grado di sbloccare la situazione dell’impianto in località Tempa Rossa:

Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se è d’accordo anche Maria Elena, quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte. Rimetterlo dentro alla legge con l’emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa dall’altra parte si muove tutto“.


Il video del dibattito in commissione Ambiente e Territorio:

E proprio a proposito di questo famigerato emendamento, l’onorevole Massimo De Rosa, deputato del Movimento 5 Stelle, racconta a Fanpage.it di una lite avvenuta “quella notte” in Commissione Ambiente, di cui De Rosa era vicepresidente: “Io ero proprio presente la sera in cui l’emendamento venne rigettato. Ricordo venne infilato in modo vergognoso, all’improvviso, erano le dieci di sera se non mi sbaglio. Noi del Movimento 5 Stelle protestammo, tanto che viene messo da parte. Io avevo chiesto personalmente di rivedere l’ammissibilità, visto che sembrava anche essere incostituzionale. Durante la seduta notturna, venne comunque dichiarato inammissibile. In piena notte, come una furia Claudio De Vincenti (ex viceministro del Mise, Ndr) arrivò in Commissione, prese Ermete Realacci (presidente della Commissione Ambiente e deputato del Partito Democratico), lo portò in una stanza e gli urlò contro“.

L’emendamento quindi quella notte venne dichiarato inammissibile e definitivamente bloccato alla Commissione Ambiente di Montecitorio, ma “rientrò dalla finestra” poche settimane dopo, inserito nella Legge di Stabilità che venne approvata con la fiducia. “Per smuoversi addirittura un viceministro, insomma evidentemente doveva sapere molto bene che cosa c’era dietro quell’emendamento. Anzi, dovremmo chiedere chiarimenti anche a lui, non solo al ministro Guidi”. In sostanza, secondo De Rosa, il ministro Guidi si sarebbe dimesso per cercare di disinnescare la polemica che avrebbe potuto scaturire da una sua eventuale azione di resistenza: “Non facciano finta di non sapere di cosa parlava questo emendamento. Lo sapevano tutti: De Vincenti, la Boschi, la Guidi. E il ministro Guidi, secondo me, si è dimesso così velocemente per abbassare la tensione“.

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