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Il PD anti-Costituzione, ci accusa di fascismo

Il PD anti-Costituzione, ci accusa di fascismo

Ci risiamo. Oggi siamo ancora fascisti. Il PD, ormai chiaramente allo sbando anche per quanto riguarda le strategie elettorali e di comunicazione, nel tempo rimasto libero una volta finito di copiare gli slogan di Salvini sull’immigrazione, oggi è tornato ad agitare la bandiera nera, accusandoci di fascismo. Ancora.

Un etichetta da appiccicare addosso a tutta l’opposizione. O con noi o contro di noi, insomma. In pratica gli stessi che impediscono sistematicamente ai cittadini di votare, quelli che volevano stravolgere la nostra Costituzione, quelli delle leggi approvate a colpi di canguri, ghigliottine e fiducie, l’unico governo dai tempi di Mussolini (esatto) ad approvare una legge elettorale attraverso la fiducia, oggi vorrebbero etichettarci come fascisti. PER FAVORE, SIAMO SERI.

In un Paese normale, questo tentativo andrebbe seppellito sotto una sonora risata, o, come avremmo fatto qualche anno fa sotto ad un liberatorio VAFFA, mentre una seria informazione racconterebbe ai cittadini come il governo, invece che risolvere i problemi reali (siamo ancora senza una legge elettorale, la proposta anti vitalizi non è ancora stata discussa, l’aumento dell’Iva nel 2018 è un rischio più che concreto) agiti spauracchi nel disperato tentativo di riconquistare qualche voto. Invece i titoli dei giornaloni ci accusano di voler ripristinare il grembiule nero nelle scuole, mentre secondo l’ex premier non conosciamo nemmeno la storia.

Potremmo stare qui a ricordare tutte le occasioni in cui l’ex premier ha tradito la sua stessa storia, a suon di menzogne e bugie, ma davvero questa polemica strumentale non merita un secondo in più del nostro e del vostro tempo. Abbiamo ben presente cosa sia stato il fascismo in Italia, per questo continueremo a condividere i valori dell’antifascimo, come abbiamo fatto nel corso della campagna referendaria, combattendo tutti i moderni fascismi: quelli fiscali, quelli che silenziano i giornalisti sgraditi e occupano le tv di Stato, quelli che impongono sacrifici ai cittadini tenendosi stretti i propri privilegi. Minacce ben più gravi e concrete di un male sconfitto sessant’anni fa.

Di seguito la nota stampa del Movimento Cinque Stelle.

FASCISMO: M5S: LEGGE SCRITTA CON I PIEDI, NOI CONTRO PROPAGANDA IDEOLOGIA FASCISTA

ROMA, 10 luglio 2017 – “La proposta di legge Fiano contro la propaganda del regime fascista e nazifascista è l’ennesima legge scritta con i piedi dal Pd. Una legge che per capirci, senza l’emendamento M5S approvato a prima firma Ferraresi in commissione, poneva uno sconto di pena a chi avesse propagandato le ideologie fasciste. E’ tutto vero e documentato: il Pd voleva una legge che faceva sconti ai fascisti. Grazie al M5S non sarà possibile”. Così in una nota il gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle alla Camera.

“La legge in questione – attacca il relatore di minoranza Vittorio Ferraresi – è stata criticata da diversi giuristi. Parliamo di un pastrocchio non necessario, visto che esistono già due leggi in vigore che puniscono l’apologia del fascismo che per noi è da condannare senza se e senza ma. Questa legge non serve al nostro Paese perché si andrà a sovrapporre alla legge Scelba e alla legge Mancino, infatti i comportamenti previsti in essa come le manifestazioni di propaganda e il saluto romano, come ricorda la Corte di Cassazione, sono già punibili e puniti”.

“Questa proposta maldestra è scritta talmente male da non distinguere fra prodotti propagandistici e prodotti storico-artistici. Il paradosso è che potremmo vedere chiuso il Foro Italico o l’intero quartiere Eur”, ironizza Ferraresi.

“Mentre questo governo – conclude Ferraresi – regala i soldi alle banche e ignora i problemi dei cittadini, noi non cadiamo negli squallidi tentativi del Partito democratico di metterci addosso l’etichetta di fascisti. Così come non cadremo in quelli berlusconiani di definirci comunisti. Per noi questo provvedimento rischia seriamente di essere incostituzionale, la stessa Costituzione antifascista che il Pd e Fiano volevano stravolgere. L’antifascismo per noi è un valore, per loro un spot”.

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