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Inceneritore Silla 2: “Per Regione e ATS se le persone si ammalano è colpa della loro condizione socio economica”

Inceneritore Silla 2: “Per Regione e ATS se le persone si ammalano è colpa della loro condizione socio economica”

Le spiegazioni fornite dall’assessore al Welfare Giulio Gallera, in merito a quanto indicato dallo studio epidemiologico relativo alle possibili ricadute sulla popolazione, in termini di salute, dell’inceneritore Silla 2, non ci hanno convinto. Per questo ho ribadito la necessità di aprire un tavolo di confronto tecnico-politico volto a valutare in maniera più approfondita la situazione.

Nelle conclusioni dello studio epidemiologico, ATS Città Metropolitana dichiara che l’area in studio presenta differenze sostanziali riguardo l’indice di deprivazione. Il che, a loro dire, suggerisce la presenza di uno svantaggio sociale importante che può modificare lo stato di salute. Di conseguenza gli eccessi di rischio non sono connessi all’attività dell’inceneritore Silla 2.

A parare mio e dei nostri consulenti tecnici, questa conclusione pare parecchio inconcludente.

Lo studio infatti rileva numeri importanti riguardo i rischi connessi per la salute della popolazione residente, con incrementi pari al: 71% mortalità cause respiratorie, 29% accessi al pronto soccorso cause cardiovascolari, 17% per cause respiratorie negli adulti, 44% per cause respiratorie nei bambini. ATS afferma che chi ha uno svantaggio socioeconomico è più soggetto ad ammalarsi. A nostro avviso questa motivazione non è sufficiente a giustificare questi numeri e, in ogni caso, anche se così fosse non sarebbe una giustificazione sufficiente per non intervenire. Invece l’assessore ha risposto che per loro va tutto bene dal momento che le ricadute sulla salute sono causate da una situazione socio-economico svantaggiata, non dall’inceneritore. Mi sarei aspettato che, anche in funzione di una situazione di disagio, Regione annunciasse provvedimenti volti a tutelare la salute di tutte queste persone.

Altro punto critico riguarda l’utilizzo e l’analisi dei traccianti.

Gli ossidi di azoto, che lo studio prende in considerazione come parametro relativo agli effetti delle possibili ricadute, in realtà sono un tracciante delle ricadute stesse. Utilizzare gli ossidi di azoto può essere indicativo, ma non la spiegazione. Faccio un esempio. Se aggiungo un colorante all’acqua per capire se c’è una perdita, non posso valutare l’entità della perdita in base alla percentuale di colorante che fuoriesce. Il colorante mi dice se ho una perdita, dopodiché devo analizzare la perdita per capire cosa c’è dentro e soprattutto le cause. Stesso discorso vale per gli ossidi di azoto. La loro presenza indica che vi siano delle ricadute al suolo di inquinanti, scopo dello studio epidemiologico avrebbe dovuto essere capire quali e in quale quantità.

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