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La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile bacchetta il governo

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile bacchetta il governo

Ieri, presso l’Istituto Patristico Augustinianum in Vaticano si è tenuto il meeting internazionale “Giustizia ambientale e cambiamenti climatici – Verso Parigi 2015”, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari.

All’evento hanno preso parte alcuni dei più importanti esperti mondiali del settore come Achim Steiner (Direttore Esecutivo UNEP), Nicholas Stern (Presidente Grantham Research Institute), Jeffrey Sachs (Direttore Earth Institute – Columbia University), Ismail A. R. Elgizouli (Acting Chair IPCC). Hanno inoltre partecipato Gian Luca Galletti (Ministro dell’Ambiente) Enrico Giovannini (OCSE, UN, ex ministro del lavoro, ex presidente ISTAT) Edo Ronchi (ex ministro dell’ambiente, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile). I lavori si concluderanno oggi con l’Udienza di Papa Francesco dedicata al tema della crisi climatica.

Il governo italiano è stato bacchettato per le trivellazioni nel mare Adriatico.

Il governo italiano è stato bacchettato per le trivellazioni nel mare Adriatico.

Dai vari interventi degli illustri relatori si evince che la crisi climatica può ancora essere vinta, a patto che si superi la sindrome del ‘passo del gambero’, una gara a chi resta più indietro, pensando erroneamente di poter sfruttare i benefici della riduzione delle emissioni di gas serra realizzate però da altri. Servono quindi target coerenti, legalmente vincolanti e periodicamente verificabili. Questo percorso dovrebbe essere supportato con alcune misure chiave: il divieto di costruzione di nuove centrali a carbone e di nuove perforazioni petrolifere; l’eliminazione entro il 2020 dei sussidi ai combustibili fossili (510 miliardi di dollari nel 2014) e l’introduzione di una carbon tax; il rafforzamento delle politiche e misure di risparmio energetico in tutti i settori; la promozione dello sviluppo delle fonti rinnovabili, spingendo almeno i paesi principali emettitori ad assumere target specifici al 2030; l’intervento sulla mobilità e i trasporti, riducendo la crescita della domanda di mobilità veicolare privata e puntando su modalità di trasporto più sostenibili.

Più di un relatore ha bacchettato l’operato fossile del governo italiano sottolineando come i costi ambientali e socio-sanitari di scelte sbagliate come quella di puntare sulle trivellazioni petrolifere siano superiori ai vantaggi economici che ne possono derivare. Un altro importante richiamo al mondo dell’informazione riguarda l’assunzione di un orizzonte temporale indefinito spesso veicolato dall’espressione “le future generazioni”. In realtà gli studi dimostrano che le generazioni viventi stanno già pagando un costo altissimo in termini di vite umane e di qualità della vita.

Molti hanno menzionato l’Enciclica di Papa Francesco Laudato Si’, sottolineando come i cambiamenti climatici abbiano maggiore incidenza proprio sui Paesi più poveri, evidenziando la necessità di educare a un’alleanza tra umanità e ambiente.

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