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Legge di stabilità: gli emendamenti del M5S

Legge di stabilità: gli emendamenti del M5S

A dicembre arriva in Aula la discussione e il voto sulla legge di stabilità per il 2016. E’ bastato passasse qualche ora, dalla sua scintillante presentazione, si è trattato della prima manovra finanziaria presentata con un tweet, affinché il bagliore passasse, le luci si spegnessero ed ombre e contraddizioni della manovra del governo emergessero in maniera nitida.

Anche in materia di energia, ambiente e risorse rinnovabili la manovra è deficitaria. Come scritto da Giorgio Santilli in un corsivo sulle pagine del Sole 24 Ore. Non siamo ancora, diciamolo chiaramente, a quella politica organica che dovrebbe favorire un piano complessivo di efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati”. Non basta che il premier riconosca, sempre solo a parole,  l’importanza della trasformazione dell’edilizia in chiave di sostenibilità energetica ma, sempre citando il “Sole 24 Ore”: “Serve più coraggio in questa direzione, per incentivare chi compra case con classe energetica alta e favorire la demolizione e ricostruzione nelle nostre periferie degradate”.

Laddove la manovra finanziaria del governo toglie, il Movimento Cinque Stelle propone. Gli emendamenti proposti dai portavoce del Movimento in Commissione Ambiente vanno tutti in un’unica direzione: estensione dell’ecobonus. Quando parliamo di ecobonuns intendiamo la  detrazione 65%, ai fini dell’imponibile, per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Il Movimento Cinque Stelle chiede che questo incentivo venga esteso anche ad altri tipi di interventi di riqualificazione e sviluppo energetico, al fine proprio di promuovere un piano organico di crescita e riqualificazione.

tetti-verdi-obbligatori-per-legge-5-420x280In particolar modo ho voluto sottolineare, attraverso gli emendamenti che andremo a discutere in aula, l’importanza determinante che avrà incentivare lo smaltimento d’amianto, favorire la costruzione di tetti verdi e giardini pensili, recupero e riutilizzo delle cosiddette acque meteoriche, favorire gli investimenti in edilizia sostenibile, incentivare la trasformazione dei lastrici solari in giardini pensili, sostenere gli interventi relativi alle aiuole già realizzate o da realizzare in spazi adiacenti o comunque funzionali a pubblici esercizi, incentivare le diagnosi energetiche su interi edifici.

La rimozione dell’amianto è un passo imprescindibile al fine di tutelare la salute dei cittadini. Ho chiesto che l’ecobonus venga esteso agli interventi di sostituzione delle coperture, o degli involucri, degli edifici contenenti amianto con impianto di generazione elettrica da fonti rinnovabili, sostenuti dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, fino ad un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

tetti verdi collageUn altro aspetto che ho cercato di porre all’attenzione del governo riguarda i tetti verdi. Le coperture verdi limitano l’inquinamento acustico attraverso l’assorbimento delle onde sonore e la riduzione della loro propagazione. Assorbono anche l’elettrosmog: recenti ricerche affermano che bastano 15 centimetri di substrato leggero di un giardino pensile per catturare il 94% delle emissioni nel campo di frequenza della rete mobile cellulare e delle ricetrasmittenti. Diminuiscono la temperatura dell’ambiente esterno, regolando naturalmente il microclima e riducendo l’effetto isola di calore. Basta pensare che la temperatura di un tetto piano, in un’assolata giornata estiva, può raggiungere anche gli 80 gradi, se il tetto è verde non supera, generalmente, i 25 gradi centigradi. L’emendamento presentato chiede che l’ecobonus sia esteso agli interventi di progettazione, esecuzione e manutenzione di tetti verdi, su tetti di edifici di nuova realizzazione o soggetti ad interventi di riqualificazione energetica, laddove non vietato da normative di decoro urbano e storico.

Le proposte del Movimento vanno anche in un ottica di recupero degli sprechi. Tra i sistemi in grado di offrire idee innovative in questo senso, vi sono sicuramente quelli basati sul recupero e riutilizzo delle acque meteoriche. Gli impianti di raccolta garantiscono il risparmio idrico dell’acquedotto di rete, fino ad un 50%, grazie allo stoccaggio in serbatoi dell’acqua piovana opportunamente trattata, inviata ai servizi dell’abitazione che non necessitano obbligatoriamente di acqua potabile (WC, lavaggio auto, innaffiamento giardino, etc.).  La manovra finanziaria dovrebbe estendere l’ecobonus agli interventi relativi alla realizzazione di certificate opere finalizzate al recupero e riutilizzo delle cosiddette acque meteoriche.

recupero acque meteoriche

Un esempio di sistema di recupero acque meteoriche

Aspetto non certo secondario è quello che riguarda lo sviluppo del verde urbano, da sempre al centro della mia attività da parlamentare. Presenteremo, anche alla luce di recenti sentenze della Corte di Cassazione, un emendamento volto a sfruttare le potenzialità della leva tributaria nell’ambito delle più moderne politiche di salvaguardia dell’ambiente. In particolare, l’obiettivo è quello di incentivare la destinazione ad aiuole, e quindi a spazi di verde urbano, delle aree adiacenti o comunque funzionali a pubblici esercizi introducendo l’esenzione dalla TOSAP, per le aiuole realizzate o da realizzare in spazi adiacenti o comunque funzionali a pubblici esercizi (stazioni ferroviarie, aeroporti, supermercati e ipermercati, stabilimenti balneari, punti vendita di commercio al dettaglio, e così via). In pratica detassando i commercianti, punto a stimolare la creazione di aree verdi in città.

Il tutto senza dimenticare il sostegno da garantire all’edilizia sostenibile, strada fondamentale per perseguire gli obiettivi di risparmio energetico. A tal fine si propone di istituire presso il Ministero per lo sviluppo economico il Fondo per l’ecoprestito, di seguito denominato «Fondo», con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. Il Fondo provvede ad erogare anticipazioni di durata decennale, senza pagamento di interessi a carico del beneficiario, fino ad un importo massimo di 20.000 euro, per interventi di riqualificazione energetica.

Il cammino verso un’Italia maggiormente sostenibile, è un percorso obbligato per un Paese che vuole crescere e garantirsi un futuro. Un passo necessario per comprendere una volta per tutte, come il rispetto dell’ambiente, il recupero delle risorse, lo sviluppo e la tutela del territorio, non siano voci di spesa a fondo perduto, bensì opportunità irrinunciabili per generare risorse e creare lavoro.

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