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Medicina territoriale, Covid e prevenzione: Dal governo le risorse a Regione Lombardia per finanziare ADI, USCA e infermieri territoriali

Medicina territoriale, Covid e prevenzione: Dal governo le risorse a Regione Lombardia per finanziare ADI, USCA e infermieri territoriali

Arrivano da Roma direttamente nelle casse di Regione Lombardia. Si tratta di uno stanziamento di 95 milioni di euro per il 2020 e di 79 milioni nel 2021 nel  DL34/2020 per potenziare i servizi sul territorio in modo particolare: ASST per potenziamento ADI e per far partire bandi per assunzione degli infermieri di famiglia;  le ATS per potenziamento USCA e assistenti sociali.

I finanziamenti statali serviranno per potenziare i servizi sanitari per ogni singola ATS presente sul territorio lombardo. In modo particolare finanzieranno alcune delle proposte che il Movimento Cinque Stelle ha portato avanti in questi anni con maggior forza. Sto parlando dell’assistenza domiciliare, tramite i bandi saranno assunte 1600 figure professionali che, suddivise all’interno delle singole ATS territoriali, andranno a ricoprire il ruolo di infermiere di famiglia, e per il potenziamento delle USCA. Si tratta di Unità Speciali di Continuità Assistenziale destinate alle cure al domicilio per pazienti COVID-19 dimessi, ma ancora bisognosi di assistenza, e per quei pazienti con sintomatologia clinica sospetta, ma che potranno essere curati a domicilio. Questo aspetto è di fondamentale importanza in un’ottica di prevenzione, al fine di scongiurare il rischio che le strutture ospedaliere possano nuovamente ingolfarsi il prossimo inverno.
A emergenza terminata le USCA dovranno poter essere trasformate in Unità complesse di Cure Primarie (UCCP) come previsto dalla legge nazionale e regionale. È  precisa responsabilità della Regione utilizzare queste risorse per il potenziamento della sanità territoriale. In questo modo le risorse resteranno a disposizione della medicina territoriale e dei suoi pazienti. Duecento USCA diventeranno 200 UCCP. Un obiettivo che Regione non può permettersi di fallire. Le risorse stanziate consentiranno inoltre il potenziamento dell’ADI, ovvero l’assistenza domiciliare integrata, per quei pazienti non autosufficienti, non in grado di essere trasportati presso i presidi ospedalieri che potranno così ricevere a domicilio le cure di infermieri, fisioterapisti, medici e operatori socio sanitari.

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