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Melzo, non abbattete quei Tigli

Melzo, non abbattete quei Tigli

Quando la soluzione è peggio del problema. Quale compensazione per il territorio del comune di Melzo, martoriato a suo tempo dalla colata di cemento, sulla cui utilità ancora si dibatte, della TEEM? L’abbattimento di tredici tigli, in cambio di trecento metri di pista ciclabile.

Oltre il danno la beffa, verrebbe immediatamente da pensare. Un progetto rinnegato persino dall’ex sindaco Antonio Bruschi, che però a suo tempo ne aveva discusso i dettagli con i progettisti TEEM, ma soprattutto dai cittadini di Melzo, il cui impegno ha di fatto per il momento scongiurato l’abbattimento delle piante. Giovedì mattina infatti, circa una quarantina di cittadini, ha letteralmente circondato i tredici alberi, impedendo agli operai di aprire il cantiere.

downloadLa richiesta dei cittadini è semplice. Qua non si vuole impedire la costruzione della ciclabile, viene legittimamente richiesto di essere interpellati, di modo da poter presentare le soluzioni che consentirebbero di salvare anche le piante. Ritengo che tagliare gli alberi per compensare le colate di cemento di una grande opera, sia di per sé una contraddizione in termini. La scelta della passata amministrazione melzese va contro tutte quelle che sono le linee mondiali ed europee per la salvaguardia del territorio,  per il contenimento del riscaldamento globale e per cercare soluzione volte a limitare l’inquinamento. È scientificamente dimostrato infatti come la presenza di alberi mitighi l’incidenza dei citati fattori su ambiente e cittadini.  Siamo abituati a pensare che tagliare tredici alberi non porti a nessun cambiamento alla nostra quotidianità, ma commettiamo un  grosso errore. Non conta il numero, conta il modo in cui vogliamo vivere sul nostro pianeta. A cominciare dalle scelte che decidiamo di compiere nei nostri comuni. Se non ci interessiamo degli alberi che vengono abbattuti sotto casa, di sicuro non alzeremo un dito per protestare nel momento in cui in altre zone del mondo verranno abbattute intere foreste. In realtà la legge proteggerebbe le piante da situazioni come quella venutasi a creare a Melzo. La norma esiste è la 10/2013, peccato però che anche in questo caso il legislatore abbia pensato al trucco. La solita mano tesa al cemento. La legge c’è, peccato non prevede alcuna sanzione per le amministrazioni che si trovino a violarla. Pertanto la sua utilità è pressoché nulla.

Lunedì il commissario prefettizio Cristiana Cirelli incontrerà i progettisti dell’autostrada per definire i dettagli, poi il cantiere dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, partire.

Il messaggio dei cittadini è chiaro: “Siamo tutti d’accordo con la realizzazione della pista ciclabile, ma vogliamo sia ascoltato il nostro parere, dal momento che abbiamo la certezza di poter realizzare il progetto, senza abbattere le piante”. Di queste parole mi sono fatto portavoce con la commissaria Cirelli, alla quale ho manifestato l’intenzione di appoggiare le esigenze del comune fin sui tavoli del ministero dei Trasposti e delle Infrastrutture, al fine di evitare che i Tigli vengano abbattuti.

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