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Viabilità e traffico in Lombardia: “Move-In” tutto quello che abbiamo saputo

Viabilità e traffico in Lombardia: “Move-In” tutto quello che abbiamo saputo

“Move-In” fra innovazione e passi indietro

Cosa dobbiamo sapere del dispositivo che consentirà di circolare in deroga alle limitazioni del traffico

Dal prossimo ottobre gli automobilisti lombardi, alla guida di un veicolo motorizzato diesel euro tre o inferiori, avranno la facoltà di installare all’interno delle loro vetture il dispositivo “Move-In”. Alle automobili che installeranno la black box (scatola nera) saranno concesse specifiche deroghe ai blocchi della circolazione.

Conscio dei problemi legati all’inquinamento e alla qualità dell’aria in Lombardia, e preoccupato dall’eccessivo permissivismo, per non parlare di disinteresse, che Regione ha sempre mostrato sull’argomento, ho immediatamente presentato richiesta di accesso agli atti e fissato incontri dedicati per capirne di più. Ora vorrei condividere dati ed impressioni emerse da questo percorso.

I dati. Si tratta di stime, quelle prese a riferimento si rifanno ai numeri presentati dallo studio redatto da Arpra (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente): “Contributo Arpa Lombardia al progetto Move-In”. Lo studio prende a riferimento l’ipotesi in cui, tutti i veicoli potenzialmente coinvolti: circa 845mila, di cui 615mila privati e 230mila commerciali, installino il dispositivo. Attualmente le limitazioni del traffico sono in vigore solo in alcune zone della Lombardia e limitatamente al periodo invernale, nella fascia oraria 7.30 alle 19.30 dei giorni feriali. Contestualmente all’entrata in vigore del progetto “Move-In” le limitazioni alla circolazione per i veicoli motorizzati diesel euro tre e inferiori saranno estese all’intero anno, sempre nella fascia oraria 07.30-19.30 dei giorni feriali.

L’infografica mostra le limitazioni del traffico in vigore in Lombardia, a partire dal prossimo 1 ottobre.

Lo studio realizzato da Arpa mostra come le attuali limitazioni alla circolazione, ovvero blocco della circolazione per le vetture motorizzate euro due e inferiori e euro tre (solo semestre invernale) dalle 7.30 alle 19.30 dei giorni feriali, consentono una riduzione delle emissioni annuali di PM10 pari a 282 tonnellate. Con l’estensione delle limitazioni alla circolazione per motorizzazioni euro tre e inferiori a 24 ore al giorno per tutto l’anno, nell’eventualità che tutti i veicoli interessati installassero il dispositivo “Move-In” accedendo quindi al regime di deroga, la riduzione di PM10 sarebbe pari a 326 tonnellate l’anno. Un incremento pari quindi a 44 tonnellate/anno. Esisterebbe un terzo scenario, uno scenario in cui le nuove limitazioni fossero estese a tutti i veicoli inquinanti, senza la possibilità di usufruire delle deroghe concesse dal progetto “Move-IN”. In questo caso la riduzione annuale relativa alle emissioni di PM10 sarebbe presumibilmente, almeno stando a quanto riportato dai dati in tabella, superiore alle 420 tonnellate/anno.

Impressioni. Saltano all’occhio due aspetti. Il primo, positivo, riguarda la riduzione delle emissioni legate alle nuove limitazioni alla circolazione. Non ancora abbastanza certo, ma senza dubbio un risultato migliore rispetto a prima. Il secondo, negativo, è la deroga che di fatto viene concessa a chi installa sulla propria vettura la black box, aderendo al progetto “Move-In”.

Da convinto ambientalista, ma soprattutto da cittadino consapevole dei danni mortali, nonché economici, causati dall’inquinamento e della cappa che soffoca quotidianamente la Lombardia ho immediatamente chiesto spiegazioni. Che senso ha estendere una limitazione, per poi di fatto derogarla? La risposta dataci è che se non fosse stato per “Move-In”, l’estensione relativa alle limitazioni della circolazione non ci sarebbe stata. Per intenderci, il PRIA (Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria) non prevedeva ulteriori limitazioni per i veicoli inquinanti. La gravità della situazione, ad oggi Milano ha già superato il limite annuo massimo di giorni consentiti sopra la soglia di PM10, imponeva però provvedimenti. Si è quindi deciso di procedere all’ampliamento delle limitazioni, studiando però un sistema di deroghe, “Move-In”, tale da non lasciare letteralmente a piede, da un giorno all’altro, un cospicuo numero di cittadini lombardi.

Le deroghe. Di cosa stiamo parlando? La casistica che vedrà coinvolto il maggior numero di persone è la seguente: se sei un privato proprietario di una vettura motorizzata diesel euro tre, installare il device di “Move-In” sul tuo veicolo ti consentirà di circolare in deroga alla limitazioni per 7mila chilometri l’anno. All’incirca venti chilometri al giorno, al netto degli ulteriori meccanismi premiali previsti dal provvedimento per i guidatori virtuosi, il cui stile di guida “green” viene ricompensato con ulteriore chilometraggio. In pratica considerando che i dati forniti da Arpa sull’utilizzo medio di un veicolo diesel euro tre riportano una percorrenza annua pari a 9900 chilometri, comprensivi anche dei tratti non soggetti a limitazioni di traffico (come le autostrade) e che quindi non rientrerebbero nel conto dei 7mila concessi in deroga, in pratica è come se l’utilizzo quotidiano del veicolo fosse sempre consentito. Spiegandolo con un esempio: se abiti a Cormano, Cologno Monzese, Rozzano o Rho e lavori a Milano puoi recati a lavoro in auto quotidianamente senza verosimilmente incorrere in alcun blocco.

Detto in maniera cinica, conviene sperare che il dispositivo non abbia un grosso successo, di modo che la lotta all’inquinamento possa beneficiare della riduzione delle emissioni figlia delle nuove limitazioni che rispetto al passato saranno estese all’intero anno, al netto delle deroghe.

Controlli. Un altro punto di debolezza riguarda i controlli. Attualmente l’autorità preposta potrà verificare il rispetto delle limitazioni, nonché il corretto utilizzo all’interno dei limiti di “Move-In”, esclusivamente fermando fisicamente il veicolo coinvolto dal controllo. Se da un lato il controllo da parte degli agenti sarà più semplice, non hai “Move-In”=sei in sanzione, dall’altro non esiste al momento la possibilità di controllare il rispetto della normativa attraverso sistemi automatizzati, come ad esempio quelli esistenti per l’accesso ai varchi delle città. Inoltre ad oggi l’adesione al progetto “Move-In” non deroga alle normative riguardanti Area B e Area C, il transito all’interno delle quali comporterebbe comunque una sanzione. Questo perché il dispositivo deroga ai limiti legati alla circolazione dei veicoli, non alle limitazioni legate all’accesso in determinate aree della città.

Costi. Il progetto è attualmente costato circa 500mila euro. Una valutazione sull’investimento sarà possibile solamente fra un anno, quando avremo in mano dati reali sull’impatto effettivo della misura.

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