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Parchi: Mobilitazione social per il WWF contro la legge SNATURA parchi

Parchi: Mobilitazione social per il WWF contro la legge SNATURA parchi

Ricevo e condivido il comunicato del WWF. Il Movimento Cinque Stelle è stata fin dall’inizio l’unica forza politica ad opporsi a questo disegno di legge, che mette a rischio l’inestimabile valore del patrimonio naturalistico italiano. 

L’ASSOCIAZIONE CHIEDE AI DEPUTATI DI NON VOTARE LA RIFORMA

La riforma della Legge sulle Aree Protette è arrivata in dirittura finale alla Camera dei Deputati dove il voto definitivo potrebbe arrivare in giornata. Da ieri pomeriggio il WWF ha avviato una mobilitazione sui suoi canali social, ed in particolare su Twitter, per chiedere ai parlamentari di esprimere un voto contrario nei confronti di una legge che l’associazione ha definito lo SNATURA parchi.

Quella che si accinge a tagliare il traguardo di Montecitorio è una vera e propria controriforma che introduce elementi di grave pericolosità, che fa fare un passo indietro allo Stato rispetto a competenze costituzionali inderogabili che finiscono nelle mani dei poteri territoriali e che manca la grande occasione di dare alle Aree Marine Protette la stessa dignità, in termini di organizzazione e dotazione, dei Parchi terrestri. Si tratta di un testo scritto su misura per i portatori di interessi locali, mentre la Natura d’Italia ha bisogno d’altro.

Le nostre Aree Protette meritano di più, meritano un progetto alto e visionario che rafforzi e rilanci davvero i nostri Parchi Nazionali, le nostre Aree Marine Protette alla stregua delle migliori esperienze internazionali.
Molto positiva la risposta sulla rete che dalle 18,00 di ieri sta inviando messaggi con l’hashtag #sosnaturaditalia: al momento sono stati raggiunti più di 800mila account con 1,3 milioni di visualizzazioni complessive su Twitter.
La mobilitazione continuerà fino a che non ci sarà il voto definitivo sul testo della riforma. Ricordiamo che ieri 14 Associazioni ambientaliste, fra cui il WWF, hanno inviato una lettera a tutti i deputati chiedendo di bocciare la riforma.

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