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PDL Rigenerazione: insufficienti le risorse messe a disposizione dalla maggioranza

PDL Rigenerazione: insufficienti le risorse messe a disposizione dalla maggioranza

Dopo esserci astenuti dal primo voto in commissione Territorio e Infrastrutture, presenteremo emendamenti in Aula perché questa legge possa davvero contribuire a tutelare l’ambiente e contrasti il consumo di suolo. Questa è la linea del M5S in merito al PDL Rigenerazione. Il PDL, che contiene le linee guida attraverso le quali delineare lo sviluppo e il futuro urbanistico dell’intera Regione,

Si tratta della legge più importante, sia per le implicazioni del tema trattato sul futuro dei nostri territori, sia per gli interessi che si muoveranno, che il Consiglio Regionale si troverà a discutere da qui a fine anno.

Come Movimento Cinque Stelle stiamo portando avanti con grande attenzione due temi.

Il primo riguarda la logistica dei grandi gruppi di distribuzione, intesi come i colossi del commercio on line. Vogliamo limitarne l’impatto sui territori, frenando il consumo di suolo. Come? Chiedendo di agire sugli oneri di urbanizzazione, di modo che tali centri possano essere realizzati all’interno di aree dismesse e non in aree allo stato di fatto libere. Il secondo aspetto sul quale stiamo lavorando riguarda gli studentati. Vogliamo infatti che questi spazi siano finalmente regolamentati da una normativa, che ne definisca anche gli spazi di co-working e ristoro.

Non mancano le criticità.

La maggioranza vorrebbe far passare una lettura espansiva della normativa, al fine di lasciar ricadere all’interno delle sue premialità non solo le aree da rigenerare, ma tutto l’edificato.  Un concetto sul quale siamo fermamente contrari. Le risorse messe a disposizione sono poche. La legge punta troppo sulle premialità volumetriche, ma ciò non significa che questo possa rappresentare un valido fattore di sblocco per il settore del mercato legato alla riqualificazione e alla rigenerazione. Infine gli interventi sugli edifici rurali dismessi, che prevedono premialità e cambi di destinazione d’uso, vanno in direzione diametralmente opposta a quella che dovrebbe essere la necessità di limitare lo sprawl urbano e tutelare il suolo agricolo mantenendone le funzioni.

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