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Pronto caro, tranquillo domani passa il decreto: #GuidiDimettiti!

Pronto caro, tranquillo domani passa il decreto: #GuidiDimettiti!

Ministra Guidi: “Dovremmo  riuscire a mettere dentro al Senato se… è d’accordo anche Mariaelena la… quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte… Rimetterlo dentro alla legge… con l’emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa… ehm… dall’altra parte si muove tutto!”. Il compagno le chiede se la cosa riguardasse i suoi amici e la ministra risponde: “Eh certo, capito? Per questo te l’ho detto”.
12523979_1115035958554529_6491410483821287421_nForte della certezza datagli dalla compagna-ministro, Gemelli (indagato per traffico di influenze ovvero per aver sfruttato indebitamente la relazione col Ministro per farsi promettere “vantaggi patrimoniali” da Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total) chiama subito il rappresentante della Total per dare l’annuncio: “La chiamo per darle una buona notizia..ehm.. .si ricorda che tempo fa c’è stato casino..che avevano ritirato un emendamento (grazie al M5S che lo bloccò in commissione, ndr)…ragion per cui c’erano di nuovo problemi su Tempa Ross … pare che oggi riescano ad inserirlo nuovamente al senato..ragion per cui..se passa…e pare che ci sia l’accordo con Boschi e compagni…(…) se passa quest’emendamento… che pare… siano d’accordo tutti…perché la boschi ha accettato di inserirlo… (…) è tutto sbloccato! (ride ndr)…volevo che lo sapesse in anticipo! (…) e quindi questa è una notizia…”.
La storia la raccontano gli atti dell’inchiesta della procura di Potenza, che vede fra gli indagati il compagno della Guidi: Gianluca Gemelli. L’indagine, che ha portato all’arresto di cinque funzionari e dipendenti del centro oli ENI a Viggiano, in provincia di Potenza. Gli inquirenti li hanno ritenuti responsabili a vario titolo di “attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti”. Sulla rilevanza legale delle conversazioni del ministro valuterà la magistratura, politicamente però tali frasi dovrebbero avere un impatto devastante, se in Italia la democrazia non fosse sospesa. Stiamo parlando di una ministra che telefona al proprio compagno, per rassicurarlo sul fatto che l’emendamento che riguarda i suoi amici e probabilmente i suoi interessi (dovrà accertarlo il giudice) verrà inserito in una legge dello Stato. In quale altro Paese democratico una simile vicenda non comporterebbe l’immediato allontanamento del ministro in questione ed un’immediata crisi di governo?
Ancora una volta abbiamo la conferma di come la maggioranza sia stata messa al suo posto con un solo obiettivo: tutelare gli interessi di banche e lobbisti, proprio coloro i quali li garantiscono la poltrona, in un meccanismo sinergico che si autorigenera e si autotutela sulle spalle e sui sacrifici dei cittadini. Basta restare a guardare!

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