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Riforma bonifiche la proposta del M5S

Riforma bonifiche la proposta del M5S

La materia delle bonifiche è attualmente contenuta nel titolo V della Parte Quarta del dlgs 3 aprile 2006, n.152 cd testo unico ambientale. A sostanziale differenza rispetto a quanto previsto per i rifiuti e per i rifiuti di imballaggio che rappresentano i temi di maggiore rilievo contenuti nella richiamata Parte Quarta, la materia delle bonifiche non è una disciplina derivata dalla normativa comunitaria, sebbene le procedure di bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale dei siti contaminati siano sostanziale applicazione dei principi cardine ambientali contenuti nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea con particolare riferimento al principio “chi inquina paga“.

La presente proposta di legge si prefigge l’obiettivo di operare delle semplificazioni, accelerazioni  e razionalizzazioni delle procedure in tema bonifiche, innalzando il livello di protezione ambientale.

La premessa di tale intervento sta  nella presa d’atto della lentezza, quando non anche, della assenza di interventi di bonifica, talora rallentati o sospesi per incertezza interpretativa o per assenza di procedure intermedie in grado di garantire anche il contenimento dei costi per il responsabile della contaminazione oppure per i soggetti pubblici intervenuti in via sussidiaria.

Sono state introdotte nuove definizioni relative a contesti ad oggi previsti nel testo unico ambientale ma non esaurientemente definiti nel testo vigente (perimetrazione, contaminazioni pregresse, valori di fondo, responsabile della contaminazione, ambito territoriale con fondo naturale), oppure modifiche in ordine alle procedure al fine di semplificarle per renderle più sollecite (progettazione per fasi, interventi di contenimento e d’emergenza, riqualificazione ambientale).

Aspetto significativo è rappresentato dal superamento del sistema misto (tabellare e sito sprecifico) per adottare un sistema unico, sostanzialmente tabellare nel quale l’analisi di rischio viene svolta qualora risulti pressoché impossibile ricondurre il livello di contaminazione entro i limiti tabellari all’esito degli interventi di bonifica al fine di verificare  il rischio concreto per l’uomo e l’ambiente.

Si abbandona il binomio bonifica/messa in sicurezza per fare ritorno alla bonifica con misure di sicurezza, spesso più adeguata alle reali condizioni di un sito.

Ulteriori modifiche hanno come scopo principale la riduzione dei tempi già in fase di indagine preliminare senza però introdurre elementi di semplificazione che potessero abbassare il livello di controllo e sicurezza. E’ stata razionalizzata la parte introduttiva del procedimento nei casi di eventi accidentali e conseguente intervento di messa in sicurezza d’emergenza. E’ stata, altresì, regolamentata, con la previsione di caratterizzazione, la situazione relativa alle contaminazioni storiche che, nella versione attuale del decreto, sfuggono alla notifica, se non in caso di pericolo di aggravamento della contaminazione stessa.

Si ricorda, infine, tra le altre, l’eliminazione della certificazione di avvenuta bonifica da parte della provincia che viene sostituita dalla relazione dell’ARPA, al fine di ridurre ogni adempimento meramente burocratico.

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