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Siamo colpevoli

Siamo colpevoli

Trenta giorni di sospensione. Questa la sanzione per aver fatto ciò per cui mi avete dato il privilegio di battermi. Dieci giorni per aver mostrato un cartello in Aula, 5 per aver stazionato davanti all’ufficio di Presidenza e 15 per essermi introdotto all’interno dello stesso a portare la nostra, e la vostra, indignata voce. La reprimenda, la punizione della maestra cattiva, è arrivata puntuale. L’accusa, infame, è quella di aver attentato alle Istituzioni. Le stesse Istituzioni per le quali un condannato può sedere in Senato, ma un parlamentare non può esporre un cartello, per le quali le risorse per le banche sono illimitate, vedi ultimo regalo da 20 miliardi, mentre per il reddito di cittadinanza latitano, le stesse Istituzioni che hanno un così alto rispetto della democrazia da ricorrere alla ghigliottina ogniqualvolta il dibattito rischi di minacciare i propri interessi. Singolare l’accusa arrivi proprio da coloro i quali, con un vero e proprio blitz, hanno ribadito ancora una volta il concetto che loro non sono come noi. Che i loro 4 anni e sei mesi di lavoro, valgono più dei vostri oltre 40 anni di contributi, che il vostro lavorare fino a 67 è giustificabile, se necessarioa mantenere il loro vitalizio.

Sospesi 42 portavoce. La nostra colpa è di aver smascherato il loro gioco, di aver gridato: “Il Re è nudo”.

Sì perché ciò che a loro non va giù è proprio questo. Speravano di fare i loro osceni comodi ancora una volta nel silenzio, avendo pure l’arroganza di presentare una proposta ridicola – hanno deciso di prelevare 100 euro l’anno a chi prende 71mila euro di pensione all’anno, tagliando sulle eccedenze e non sulla cifra totale. Morale: chi prende una pensione d’oro continuerà a prenderla – come”taglio dei vitalizi”. L’ennesima presa in giro confezionata per i cittadini italiani. Gli è andata male. Noi eravamo lì, pronti a batterci e denunciare il loro gioco e questo non lo possono sopportare. Non possono sopportate esista una forza uguale e contraria alla loro, che respinge in toto questo genere di porcherie. Non possono capire esista qualcosa che vada oltre al loro interesse, non lo tollerano e di conseguenza lo sanzionano. Dovranno però rendersi presto conto che questo non basterà a fermarci.
Le loro sanzioni, le sospensioni spropositate – spesso il Parlamento ha soprasseduto su comportamenti ben più lesivi del decoro delle Istituzioni, ma va bene tutto purché quando viene sera si possa tornare tutti assieme a spartirsi la torta – non ci faranno indietreggiare di un millimetro, su quella che per noi è una battaglia di uguaglianza. Con il vostro sostegno, continueremo a denunciare questo scempio. La promessa è di cancellarlo, non appena un governo Cinque Stelle potrà essere votato dai cittadini italiani.

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