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Smog, il governo tuteli la salute dei cittadini

Smog, il governo tuteli la salute dei cittadini

Oggi pomeriggio il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, ha riferito in Commissione Ambiente e Territorio sulle possibili strategie per la riduzione delle emissioni inquinanti e per la mobilità sostenibile. Un intervento quanto mai opportuno in funzione della nuova emergenza smog e degli scandali legati alle emissioni dei veicoli disel, dei quali quotidianamente si legge all’interno dei giornali.

emissioni diselInquinamento e mobilità sono tematiche quanto mai connesse. Per questo vogliamo sapere dal ministro quali sono le strategie del governo, in materia di riduzione delle emissioni inquinanti e mobilità sostenibile? È noto infatti come uno degli inquinanti più pericolosi per l’uomo sia il biossido di Azoto (NO2),  che deriva in grandissima proporzione dalle emissioni dei veicoli diesel.  Recenti indagini sull’inquinamento atmosferico a cura dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), attribuiscono 75.000 morti premature alle emissioni di NO2 in Europa e mostrano che il 93% di tutti i casi di superamento dei limiti, avviene nei pressi delle strade. Nella provincia di Milano, per esempio, le sole emissioni dei veicoli diesel sono responsabili del 56%delle emissioni totali di NOx (INEMAR 2010). I ricercatori dello studio VIIAS hanno quantificato in una cifra pari a circa 23000 le morti premature in Italia derivanti ogni anno dall’esposizione della popolazione all’NO2. Gli effetti sulla salute prodotti dall’esposizione dell’uomo all’NO2 vanno dall’irritazione delle vie aeree fino al broncospasmo negli asmatici,all’incremento di suscettibilità alle infezioni batteriche e virali.

Pare chiaro che la lotta allo smog non possa prescindere da un impegno concreto, nei confronti delle emissioni dei veicoli disel. Emissioni che in questi mesi sono state al centro degli scandali Wolkswagen e Renault. Attualmente l’Italia viola i limiti per l’NO2 previsti dalla Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria in Europa e per questo motivo, il 28 maggio 2015 ha ricevuto una lettera di messa in mora dalla Commissione europea in base all’art. 258 TFUE. Dunque,il nostro Paese dovrà difendere il proprio operato in una nuova procedura di infrazione per l’NO2a fianco di quella già in corso per il PM10. Sappiamo inoltre che, al centro degli scandali del disel gate, sono stati i test svolti sulle vetture, spesso effettuati in condizioni di comodo per le case automobilistiche, condizioni capaci di occultare il vero potenziale inquinante dei veicoli stessi. Per questo motivo ho presentato un’interrogazione parlamentare in cui chiedo al governo di impegnarsi sul rendere obbligatorio il regime di Real Diving Emission, ovvero che i test sulle automobili vengano operati in condizioni di guida reali.

Purtroppo, anche in questo caso, abbiamo dovuto constatare come le scelte del governo vadano contro l’interesse dei cittadini e a tutela degli interessi delle lobby automobilistiche. invece che impegnarsi per sostenere una formula di test RDE che consenta nel più breve termine di raggiungere livelli emissivi di NOX minimi per le Euro 6 e 7 a tutela della salute umana, in pratica supporta in veste governativa le posizioni dei fabbricanti di automobili, e addirittura,va oltre queste. In particolare il 28 ottobre scorso l’esecutivo usciva con questa posizione: “Per seguire un approccio bilanciato che tiene in conto le esigenze ambientali e di salute e salvaguarda i recenti investimenti Euro 6 sulla calibrazione del software, occorre adottare un fattore di conformità non inferiore a 3 per il primo periodo. Con riferimento allo studio del JRC”. Ciò significherebbe che il 60 % dei test che oggi violano i limiti emissivi NOx rientrerebbero nel nuovo limite.

In funzione delle attuali condizioni siamo di fronte ad un bivio. Perpetuare gli errori passati, tutelando gli interessi delle case automobilistiche, oppure procedere attraverso una scelta netta rendendo obbligatori i test RDE. Come Movimento Cinque Stelle saremo presenti in ogni sede, dai comuni al Parlamento Europeo, al fine di tutelare la salute dei cittadini.

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