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Tangenti Anas – Corruzione: quanti casi «VARIANTE DI MORBEGNO» in Lombardia?

Tangenti Anas – Corruzione: quanti casi «VARIANTE DI MORBEGNO» in Lombardia?

Lo scandalo delle tangenti Anas, denunciate dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta “Dama Nera”, arriva in Parlamento.

Attraverso un’interrogazione parlamentare, ho voluto porre l’attenzione sugli episodi di corruzione legati alla realizzazione della «Variante di Morbegno». Un punto di partenza per domandare al governo se e quanti altri casi di tangenti legate ad appalti per la realizzazione di opere pubbliche, possano essere avvenuti in Lombardia.

Variante dueL’inchiesta delle Fiamme Gialle ha infatti posto all’evidenza come, l’assegnazione dell’appalto relativo all’opera in questione, sia stata caratterizzata da una totale mancanza di trasparenza. I verbali dei finanzieri emerge come: «Costanzo Domenico e Bosco Concetto intendessero cedere il ramo d’azienda (in realtà, come detto, l’appalto), relativo alla realizzazione della citata Variante di Morbegno, in favore di un’altra società con sede a Sondrio e che tale cessione fosse condizionata all’autorizzazione dell’appaltante ANAS SPA. In relazione all’espletamento di tali «pratiche», venivano documentati plurimi episodi di corruzione, concretizzatisi in 6 dazioni di denaro, dal dicembre 2014 all’agosto 2015, per un totale pari ad almeno 150 mila euro». È proprio alla finta cessione del ramo d’azienda, in realtà una vera e propria cessione illecita d’appalto, che sarebbero legati gli episodi di corruzione.

Alla luce di quanto emerso dalle indagini, chiediamo al governo quanto tangenti e corruzione abbiano pregiudicato la realizzazione della «Variante di Morbegno», in termini di termini di economicità, trasparenza, tempistiche e perseguimento del bene comune. Qualora ciò fosse accertato vogliamo sapere in quale modo il ministero delle Infrastrutture, intenda porre rimedio alla situazione venutasi a creare. Se effettivamente venisse accertato come la condotta illecita abbia inficiato sulla realizzazione e sulla qualità del lavoro, sarebbe necessario intervenire nuovamente sull’opera, di modo da non mettere a rischio l’incolumità dei cittadini. Del resto non possono essere sempre i cittadini a pagare, per la cattiva gestione della cosa pubblica.

Una denuncia, quella del Movimento Cinque Stelle, che parte da Morbegno, per estendersi a tutto il territorio lombardo. Ho chiesto al governo se sia in grado o meno di fornire un elenco circostanziato dei bandi di gara o affidamenti diretti di appalti di lavori infrastrutturali, sul territorio della regione Lombardia, gestiti da ANAS, ai quali abbiano partecipato e con quale ruolo, le persone coinvolte ed arrestate nell’inchiesta della guardia di finanza «Dama nera». Credo che i cittadini abbiano il diritto di sapere se la strada sulla quale stanno viaggiando, che magari fra qualche anno sarà piena di buche se non peggio, sia stata costruita su fondamenta di tangenti e corruzione”.

E’ proprio questo l’aspetto più importante sul quale il governo è chiamato ad esprimersi. Fino a che punto corruzione e tangenti, sono infiltrate all’interno degli appalti relativi alle grandi opere che stanno cambiando il volto al territorio lombardo da Pavia (TOEM) a Como (Pedemontana). Quello di Morbegno è l’unico caso? Su questo punto ci aspettiamo la massima trasparenza da parte del governo. Non devono e non possono esistere mezze misure, quando si parla di corruzione. Il Movimento Cinque Stelle vuole evitare che in futuro una cessione dell’appalto possa tradursi in una sostanziale elusione dei principi di trasparenza e pubblicità delle gare, per questo chiediamo al governo quali misure intenda adottare in tal senso.

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