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The Ocean Cleanup Array sfida all’inquinamento dei mari

The Ocean Cleanup Array sfida all’inquinamento dei mari

The Ocean Cleanup Array è pronta ad entrare in funzione al largo delle coste del Giappone.

Di cosa si tratta? Si tratta del progetto ideato dall’allora 19enne Boyan Slat, un’idea semplice, ma che potrebbe contribuire in maniera considerevole a risolvere il problema legato all’inquinamento di mari e oceani.

OceanClean2L’Ocean Cleanup Array, potenzialmente in grado di raccogliere 7.250.000 tonnellate di rifiuti in cinque anni, è formato da due braccia galleggianti che si estendono a pelo d’acqua (massimo tre metri di profondità), una struttura ad imbuto il cui compito è quello di far convergere i rifiuti in plastica verso il corpo centrale del macchinario ovvero la piattaforma di raccolta. Una volta fatta arrivare alla piattaforma di raccolta, viene filtrata, separata dal plancton e conservata per il riciclo. L’Ocean Cleanup Array debutterà, nel 2016 a largo del Giappone, precisamente al largo della costa di Tsushima.

La spereanza è che, superata questa fase di test, il prodotto possa essere presto disponibile anche nel Mediterraneo dove sono 500 le tonnellate di plastica presenti. In particolare nel nord del Tirreno, al largo dell’Isola d’Elba, dove, già negli scorsi anni, era possibile contare ben 892.000 frammenti plastici per km². Numeri che, rispetto ad una media europea di 115.000, conferiscono all’Italia il triste primato di Paese più inquinato in questo senso. Il problema coinvolge soprattutto la fauna. Secondo l’Unep (Nazioni Unite per l’Ambiente) su 115 specie di mammiferi marini 49 rischiano quotidianamente di ingerire questi rifiuti, o di rimanerne intrappolate. Di 312 specie di uccelli, invece, 111 sono quelle a rischio, mentre sono quasi un milione gli uccelli marini uccisi ogni anno.

Come affermato dallo stesso Boyan Slat, oggi ventenne fondatore e CEO di The Cleanup Ocean: “Prendersi cura del problema rifiuti degli oceani del mondo è una delle più grandi sfide ambientali che l’umanità si trova ad affrontare oggi”, per questo non c’è più tempo per aspettare i comodi di un governo che si è sempre dimostrato più attento ad apparire, piuttosto che ad affrontare i veri problemi.

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