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Vigevano-Maplensa: “Un ritorno al progetto originario sarebbe inaccettabile”

Vigevano-Maplensa: “Un ritorno al progetto originario sarebbe inaccettabile”

Giovedì 27 luglio, potrebbe rivelarsi una giornata decisiva per le sorti della Vigevano-Malpensa.

Il Consiglio Superiore dei Lavoi Pubbici ha infatti convocato i sindaci interessati a Roma. Sul tavolo il futuro della superstrada, opera pubblica da 200 milioni di euro, che cambierà il volto del territorio, devastandone natura e paesaggi.

Da questo incontro attendiamo risposte concrete, riguardo ai cambiamenti promessi. Chiediamo a a gran voce il rispetto delle promesse dopo tante battaglie fatte anche dal M5S. Non abbiamo certo dimenticato come l’ultima riunione si sia conclusa in un nulla di fatto, proprio perché i rappresentanti del governo non erano a conoscenza della volontà di modifiche. Per questo si era preferito rimandare ogni decisione, proprio a questo incontro. Speriamo ora non facciano scherzi.

Brutte sorprese, che però sembrano essere all’orizzonte, anche in seguito dei risultati delle ultime elezioni amministrative. Tutto lascia intendere che non vi sia nessuna novità tecnica o progettuale, rispetto a quello che è il progetto stralcio con data di modifica novembre 2014. Preoccupa soprattutto la decisione di fissare questo incontro in un periodo dell’anno in cui i cittadini sono maggiormente “distratti”. Così come stupisce il poco tempo impiegato da Città Metropolitana ad accogliere le modifiche richieste “senza sentire il territorio”.Intanto, ricordano gli attivisti, continui tagli al trasporto pubblico locale rendono ogni giorno la vita sempre più difficile ai pendolari. Corse soppresse, mezzi malconci, ritardi e costi biglietti in costante aumento, rendono il viaggio verso Milano una vera e propria odissea.

Un ritorno al progetto originario sarebbe inaccettabile. Il ministero non può avallare un’opera che rappresenterebbe un inutile spreco di denaro pubblico, danneggerebbe irreparabilmente ambiente, senza tener minimamente conto della volontà dei cittadini”. Il progetto originario non soddisfa le esigenze del territorio. I nuovi sindaci, in continuità con quanto precedentemente deciso, dovrebbero farsi carico anche delle necessità di quei cittadini che chiedono una soluzione maggiormente sostenibile.

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