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Renzi parla alla Camera, la risposta di Alessandro Di Battista

Renzi parla alla Camera, la risposta di Alessandro Di Battista

Il Presidente dei Consiglio Renzi parla alla Camera.

Domani andrà in Europa a parlare d’immigrazione, chiederà ad Angela Merkel: “ha idea di quanto ci si guadagna sugli  immigrati, il traffico di droga rende meno”  [cit. Salvatore Buzzi, in carcere per  Mafia Capitale e finanziatore del PD].

Racconterà in Europa che in Italia una richiesta d’asilo viene valutata in un tempo di 12-18 mesi, contro i 3-6 mesi di media europei. Forse perché ogni giorno che un immigrato passa in un centro d’accoglienza c’è una cooperativa (legata nella maggior parte dei casi ad un partito) che intasca 35 euro al giorno.

Alessandro Di Battista risponde a Matteo Renzi

Alessandro Di Battista risponde a Matteo Renzi

Parlerà del fatto che in Italia anche i malati, oltre che i migranti, vengono utilizzati per fare soldi e finanziare i partiti, come palesato ieri dall’arresto del numero due in Regione Lombardia Mario Mantovani. Dirà che mentre il governo taglia la sanità sulle spalle dei cittadini, la politica viene ancora quotidianamente indagata per tangenti. Chissà se aggiungerà che con il nuovo Senato griffato Renzi-Verdini, Mantovani non sarebbe stato arrestato. Certo, poi però il problema della sanità sono i medici che prescrivono troppi esami.

Racconterà di come in Italia il governo si vanti di una crescita dello 0,9%, mentre il Fondo Monetario Internazionale stima per l’Eurozona una crescita media del 1,5%. Farà riferimento al fatto che il PD chiedeva a gran voce le dimissioni del governo Berlusconi, quando a disoccupazione giovanile era al 29%, mentre ora, con un tasso di disoccupazione giovanile stabilmente oltre il 40%, si vanta di un calo dello zero virgola qualcosa.

Dirà che mentre il governo valuta la possibilità di un intervento in Medio Oriente, diminuiscono le risorse per le Forze dell’Ordine, le stesse Forze dell’Ordine che dei loro ne arrestano uno al giorno.

Chissà se il premier farà riferimento al fatto che in Parlamento lo stiamo ancora aspettando, per chiarire la questione dei suoi scontrini all’epoca della presidenza della Provincia di Firenze, o per spiegarci il senso di quelle telefonate intrise di manovre di palazzo con quel generale della Guardia di Finanza.

Speriamo almeno dica che in Italia c’è ancora chi crede che lo spessore  di un politico si misuri dalla  congruenza fra ciò che dice e ciò che fa, e non dal possedere l’aereo più grosso di Obama. Dica che c’è ancora chi crede che valori come volto, idee e onestà non abbiano un prezzo.

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